Cannabis e danni alla salute

In collaborazione con
Laboratorio Tossicologia Forense Xenobiocinetica Clinica
Progetto NPS 2018 - Multicentrica di Ricerca
DPA - Presidenza del Consiglio dei Ministri

La coltivazione

Aree di coltivazione

L’Ufficio delle Nazioni Unite contro la Droga e il Crimine (UNODC) ha stimato che nel 2008 gli ettari di terreno destinati alla coltivazione di Cannabis nel mondo oscillavano tra i 200.000 e i 641.800 (UNODC, World Drug Report 2009). Oltre a poter essere coltivata in grandi spazi aperti, essa può crescere anche in serra grazie alla luce proveniente da lampade elettriche e all’acqua somministrata dal coltivatore. La produzione mondiale di marijuana varia tra le 13.300 e le 66.100 tonnellate, mentre la produzione di hashish varia tra le 2.200 e le 9.900 tonnellate (UNODC, 2009).

Condizioni climatiche

La cannabis è una pianta molto adattabile a suoli e condizioni climatiche (Figura 1) differenti (Duke J, 1983). Essa preferisce terreni franchi, composti da una percentuale di sabbia (dal 35 al 55%), che permette la circolazione idrica, l’ossigenazione e la ramificazione delle radici, di argilla (dal 10 al 25%), capace di mantenere un’umidità sufficiente nei periodi asciutti e trattenere i nutrienti, e di limo (dal 25 al 45%). La cannabis è in grado di tollerare un range di precipitazioni dai 30 ai 400 cm all’anno, una temperatura media annuale compresa tra i 6 e i 27°C e un valore di pH tra 4.5 e 8.2.

Aree climatologicamente adatte a coltivare la cannabis in esterno.
Mappa calcolata per cannabis sativa L. con temperature, piogge e durata della stagione fertile, comprese aree idoee irrigate.
(UNODC, World Drug Report 2009 - Fonte: Calcoli UNODC con dati Fao Ecocrop e software DIVA-GIS).


Paese Area coltivata
(ettari)
Area sradicata
(ettari)
Area di raccolta
(ettari)
Produzione di marijuana
(tonnellate)
Marocco 60.000
60.000 43.850
Messico
21.357/27.806 (2007) 8.900 (2007) 12.000 (2010) 27.806 (2007) 15.800 (2008)
Paraguay 6.000 1.693 (2007) 6.000 16.500
Kazakhistan (1999) 124.000 / 329.627
60.000 3.000 / 6.000
Sud Africa 1.500 / 2.000
1.500 / 2.000
Colombia (2006) 5.000

4.000
USA
7,6 milioni di piante outdoor / 451.000 piante indoor (2010)
3.149 / 7.349
Canada


1.399 / 3.498
Olanda
851.510 piante (2009)
1.053.368 piante (2010)

36 / 99 625
Libano 3.500
3.500
Totale 200.000 / 406.000

87.734 / 109.628


La produzione e la vendita

La maggior parte della coltivazione di cannabis al mondo avviene ancora all’aperto e in genere, ma non necessariamente, a partire dai semi. La coltivazione di sinsemilla all’aperto viene effettuata identificando e distruggendo le piante maschili prima dell’impollinazione, oppure utilizzando femmine ermafrodite indotte artificialmente. Far crescere la cannabis a partire dai semi significa che metà del raccolto potrebbe essere costituito da piante maschili non desiderate. Nella coltivazione intensiva in serra questo viene, in genere, evitato, attraverso la clonazione.

La produzione al coperto è più frequente in paesi tecnologicamente avanzati, dove vengono in genere utilizzati grossi seminterrati o fabbriche chiuse. Una o più stanze nelle abitazioni o in altre dimore vengono di frequente convertite in stanze dove far crescere le piante, utilizzando spesso tecniche idroponiche, ossia coltivazione in soluzioni nutrienti invece che nel suolo.

La cannabis industriale viene coltivata e prodotta per ottenere i suoi semi e le sue fibre. Comprende diverse varietà di Cannabis sativa, specifiche per usi agricoli e industriali, ed è caratterizzata da un basso contenuto di THC e da un elevato contenuto di cannabidiolo (CBD). Nella maggior parte dei paesi europei, il limite legale massimo di contenuto di THC nelle fibre è pari allo 0.2%. La raccolta delle fibre avviene alla fine della fioritura delle piante femminili e prima della formazione dei semi.

Fioritura e raccolta

La fioritura in genere ha inizio quando le ore di buio sono superiori a 11 al giorno. Il ciclo della fioritura può durare ovunque tra le 4 e le 12 settimane, a seconda della varietà e delle condizioni ambientali. I tempi della fioritura riportati dalle compagnie di semi in genere si riferiscono al momento necessario al fiore per crescere dal seme.

Un buon segno di maturazione è il colore degli stigmi, struttura simile ad una peluria. Non appena il fiore matura, questi in genere si raggrinzano e diventano marroni. Quando all’incirca il 75% degli stigmi è marrone, le piante sono pronte per la raccolta.

Aree di produzione

La produzione di hashish si concentra in pochi paesi e viene per lo più esportata. Il Marocco è uno dei paesi dove la produzione di hashish si concentra maggiormente. In Afghanistan, paese esportatore di hashish, si è registrato un incremento della produzione. Infatti, nel 2009, un’indagine condotta dall’UNODC e il Ministero Antinarcotici Afgano ha fatto emergere la presenza di aree coltivate a cannabis nel territorio afgano pari a 10.000- 24.000 ettari e una produzione di resina tra i 1.500 e le 3.500 tonnellate. In termini di produzione, l’Afganistan è emerso essere il maggiore produttore di resina di cannabis nel mondo (UNODC, World Drug Report 2010). Oltre ad Azerbaijan, Moldavia, Armenia, Pakistan e Kazakistan, anche l’India ed il Nepal sono indicati come paesi esportatori. In Europa, il ruolo di principale paese esportatore è ricoperto dall’Olanda.

Prezzo di vendita

Nel 2007, il prezzo di vendita al dettaglio tipico per l’hashish nell’Unione Europea era riportato come variabile tra i 3,5 (Portogallo) e i 10,7 (Norvegia) euro per grammo, mentre il prezzo della marijuana ha oscillato tra gli 0,8 (Bulgaria) e gli 11,6 (Lituania) euro per grammo, con una prevalenza di Stati Membri riportanti prezzi sia per la marijuana che per l’hashish tra i 4 e i 9 euro per grammo (EMCDDA, 2009). Secondo la Relazione annuale al Parla­mento sulle Droghe e le Tossicodipendenze (DPA, 2010), in Italia il prezzo dell’hashish varia da 8,8 a 12,8 euro per grammo, mentre il prezzo della marijuana varia da 7,5 a 8,9 euro per grammo.


Bibliografia

  • Duke J. (1983). Handbook of Energy Crops.
  • DCSA (2008). Direzione Centrale Servizi Antidroga, Relazione annuale antidroga, 2008.
  • DCSA (2009). Direzione Centrale Servizi Antidroga, Relazione annuale antidroga, 2009.
  • DPA (2010). Dipartimento Politiche Antidroga, Presidenza del Consiglio dei Ministri, Relazioneannuale al Parlamento sulle Droghe e le Tossicodipendenze, 2010.
  • EMCDDA (2009), Statistical bulletin 2009, Price and purity information. European Monitoring Centre for Drugs and Drug Addiction, Lisbon.
  • UNODC. (2010). World Drug Report 2010.